Il Distretto 21
Il Basso Mantovano
La Regione Lombardia è suddivisa in diversi distretti industriali o sistemi produttivi locali, tra cui il Distretto 21, che copre un'area di 280 kmq tra i fiumi Po e Secchia, comprendendo diversi comuni del Basso Mantovano: Motteggiana, Suzzara, Pegognaga, San Benedetto Po e Moglia.
Il distretto è specializzato nella carpenteria metallica e nella fabbricazione di macchine agricole, con oltre 261 unità produttive e quasi 3.000 addetti. Nonostante la forte industrializzazione, il distretto mantiene radici profonde nell’agricoltura e nella zootecnia, che, seppur con una riduzione degli addetti nel tempo, rappresentano ancora una parte rilevante dell’economia locale. Grazie a continui investimenti in tecnologie innovative, il settore agricolo si mantiene competitivo.
L’Oltrepo Mantovano
E’ caratterizzato dalla presenza di alcune grandi imprese accanto a numerose micro, piccole e medie aziende, risultato dell’evoluzione dalla tradizione artigiana locale verso una realtà imprenditoriale più strutturata.
L’Oltrepo Mantovano ha un forte comparto Agroalimentare che lo contraddistingue per le proprie peculiarità e prodotti IGP.
La nostra area:

I nostri Comuni:
Il dinamico comparto meccanico
Oltre alla meccanica agricola, le aziende suzzaresi operano in vari ambiti della produzione meccanica, realizzando componenti per settori come l’automotive, l’impiantistica civile e industriale, la produzione di macchine e attrezzature.
La carpenteria metallica locale è anche legata alla costruzione di gru, montacarichi e carrelli elevatori, con un’importante presenza di aziende nel settore della refrigerazione e della produzione di macchine idropulitrici, in continua espansione.
Un legame storico con la metalmeccanica
Il radicamento della metalmeccanica nel Suzzarese affonda le proprie radici nella fase di industrializzazione del dopoguerra, con la riconversione delle fabbriche che hanno offerto nuove opportunità di lavoro alla popolazione. Il primo grande insediamento industriale della zona fu l'Officina Casali, fondata a metà del XIX secolo, che in seguito divenne FIAT-IVECO, contribuendo significativamente allo sviluppo economico e culturale dell'area.
Negli anni ‘50, la FIAT attuò politiche di espulsione a causa delle tensioni sindacali, favorendo la crescita di un tessuto artigianale locale che si sarebbe evoluto negli anni '70 e '80 in un modello industriale. Molte piccole imprese artigiane nacquero come subfornitori della FIAT, diventando nel tempo importanti realtà imprenditoriali del distretto.
Il settore agricolo e zootecnico
Nonostante il calo del numero di addetti, l’agricoltura rimane un settore strategico, contribuendo per circa il 12% al reddito disponibile, con il 16% degli occupati.
Le aziende agricole locali, di dimensioni competitive, beneficiano delle politiche agricole comunitarie, che hanno favorito l'ammodernamento delle strutture cooperative e rafforzato la loro competitività.
Un'industria agricola all'avanguardia
Il comparto della meccanica agricola continua a caratterizzare l’Oltrepò Mantovano, rispondendo alle esigenze sia delle aziende che praticano agricoltura estensiva e meccanizzata, sia di quelle che richiedono maggiore specializzazione per la zootecnia. L'innovazione tecnologica e la flessibilità sono elementi fondamentali per mantenere la competitività del distretto.
Il distretto ospita aziende leader nella produzione della meccanica agricola , accanto a molti piccoli costruttori di origine artigianale. A queste attività si aggiungono imprese specializzate nella produzione di impianti di irrigazione, attrezzature zootecniche e macchine per il settore lattiero-caseario, che rispondono alle richieste delle vicine aree di Modena e Reggio Emilia.
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